Plasmon, annunciati oltre 200 licenziamenti PDF Stampa
112 posti a rischio a Milano. Il comunicato unitario dei sindacati di categoria.

19.9.13.
“A meno di tre mesi dall’operazione di acquisto della Heinz Plasmon da parte di Berkshire Hathaway e di 3G Capital i nostri peggiori timori si sono dimostrati drammaticamente reali”. È quanto dichiarano a margine del Coordinamento nazionale del gruppo in una nota unitaria Giorgio Galbusera, Coordinatore Nazionale Fai-Cisl, Mauro Macchiesi, Segretario Nazionale Flai-Cgil e Tiziana Bocchi, Segretario Nazionale Uila-Uil, con la quale rendono noto che l’azienda ha preannunciato un processo di ristrutturazione e riorganizzazione con riduzione degli organici sia a livello internazionale che nazionale con apertura immediata della procedura di mobilità.

“L’operazione - dichiarano i rappresentanti di Fai, Flai e Uila - interesserà i tre siti italiani di Milano, Ozzano (Parma) e Latina con una inaccettabile proposta di taglio occupazionale di circa il 25 % a livello aggregato. Nel dettaglio sono stati annunciati oltre 200 esuberi, 112 per lo stabilimento di Milano su un totale di 332 unità, 56 per Latina su un totale di 398 e 36 esuberi per Ozzano su un totale di 216 lavoratori.  Il contesto di crisi caratterizzato da riduzioni di volumi e fatturato, dalle elevate fluttuazioni di mercato non è stato affrontato in modo adeguato dall’Heinz Italia S.p.a., ed è del tutto inammissibile che i tentativi di recupero di competitività ed efficienza passino attraverso azioni di riduzione dei costi che consistono unicamente nel taglio del personale. La competitività e l’efficienza devono essere raggiunte attraverso idonee strategie di mercato e non con semplici operazioni di algebra elementare collegati all’espulsione dall’azienda di lavoratrici e lavoratori. L’entità del taglio occupazionale proposto mette inoltre in discussione la tenuta e il futuro del Gruppo in Italia, rischiando di veder scomparire il marchio Plasmon, simbolo della qualità del Made in Italy”.

“Fai, Flai e Uila rispediscono al mittente le decisioni prese dall’azienda e annunciano che saranno poste in essere tutte le azioni idonee e necessarie a scongiurare l’ennesima ‘mattanza’ di capitale umano come sempre accade quando fondi speculativi esteri investono nel nostro Paese. Pertanto - dichiarano Galbusera, Macchiesi e Bocchi - è stato deciso il presidio delle sedi, il blocco delle flessibilità e degli straordinari, la calendarizzazione di assemblee nei siti entro venerdì e la proclamazione di un pacchetto di ore di sciopero di cui le prime 4 da effettuarsi il 24 settembre”. “Contestualmente - concludono i rappresentanti di Fai, Flai e Uila - ci attiveremo per l’immediata apertura di un tavolo di crisi presso il Ministero dello Sviluppo Economico per impegnare la nuova proprietà a porre in essere un piano industriale di consolidamento e sviluppo al fine di evitare l’ennesimo depauperamento di capitale umano”.

 
< Prec. Indice archivio Pros. >