Salute e sicurezza: formazione a distanza per i lavoratori PDF Stampa
sicurezza_2.jpg
In Lombardia e-learning anche per le ore specifiche di formazione dei lavoratori.
18.9.13. L’Accordo Stato-Regioni per la formazione dei lavoratori sui temi di salute e sicurezza del 21 dicembre 2011 prevedeva il ricorso alle nuove tecnologie (e-Learning) per le 4 ore di formazione generale dei lavoratori, per la formazione dei dirigenti, per i corsi di aggiornamento e per una parte della ore di  formazione dei preposti, aprendo poi anche la possibilità di utilizzo delle modalità di apprendimento e-Learning per la formazione specifica dei lavoratori e dei preposti per progetti formativi sperimentali eventualmente individuati da Regioni e Province autonome.
Ebbene la possibilità è arrivata in Regione Lombardia. Il 5 agosto scorso è stata pubblicata nel BURL la circolare regionale 29 luglio 2013 – n.17 con la quale la D.G. Salute da indicazioni in ordine ai criteri di realizzazione dei corsi di formazione a distanza in modalità e-Learning.

Non possiamo non sottolineare e riconfermare la nostra posizione: siamo fortemente convinti che la formazione specifica dei lavoratori, ma anche dei preposti, debba essere fatta in modalità d’aula, favorendo in questo modo lo scambio di esperienze e la creazione di un’empatia di aula che diversamente non potrebbe esserci, per lo meno non per tutti i lavoratori.
D’altra parte siamo altrettanto consapevoli che le nuove tecnologie sempre più verranno impiegate anche in questo campo (per il momento solo perché hanno un costo inferiore!) e quindi compito delle parti sociali è quello di non rifiutare a prescindere queste modalità ma cercare di governare al meglio il cambiamento.
Ecco perché siamo molto critici riguardo la circolare Regionale la quale si limita a predisporre un modulo di raccolta dati con il quale poter poi valutare il progetto sperimentale senza invece imporre una serie di criteri e di premesse magari condivisi prima con le parti sociali.

L’esperienza che abbiamo maturato come componenti all’interno degli Organismi Paritetici Territoriali nella valutazione dei piani formativi presentati (in quello con Assolombarda da aprile del 2012 ad oggi abbiamo valutato oltre 2.000 progetti formativi e in quello dell’artigianato da aprile di quest’anno circa 200) ci permette di avere una fotografia abbastanza nitida del contesto milanese, dove ancora molte sono le criticità legate ai progetti formativi riferiti alla parte specifica di formazione, troppo spesso legata solo al codice Ateco a cui appartiene l’azienda invece che ai rischi effettivamente valutati nel Dvr e dove si trovano enti formativi poco seri dal momento che propongono “progetti fatti in copia”. Anche per questo riteniamo poco opportuno aprire la possibilità a qualsiasi ente di proporre progetti sperimentali in tal senso.

Altro errore è a nostro avviso individuare dei tavoli tecnici all’interno dei comitati provinciali ex-art.7 d.lgs. 81/2008  come sede in cui esaminare e quindi validare le richieste.
In tempi di semplificazione questo rischia di essere una complicazione per le imprese e di creare confusione e oltretutto è esautorare il ruolo degli OPP. Per questi motivi riteniamo la circolare regionale poco condivisibile e richiederemo al più presto un incontro alle Asl del territorio per discutere il tema. Auspichiamo che questo documento possa essere occasione di confronto e che possa essere arricchito dal contributo di tutti coloro che lo riterranno opportuno.

Beppe Saronni
Segreteria Cisl Milano Metropoli

Roberta Vaia – Emilio Gatti
Dipartimento Salute e Ambiente Cisl Milano Metropoli

 
< Prec. Indice archivio Pros. >