Anche gli stranieri potranno lavorare nel pubblico impiego PDF Stampa
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Entrata in vigore la legge n. 97 del 6 agosto 2013, con la quale l'Italia recepisce  una direttiva comunitaria finora ignorata.

4.5.13.
Anche i lavoratori stranieri, se in possesso della carta di soggiorno, possono accedere ai concorsi per essere assunti nella Pubblica Amministrazione.
Entra oggi in vigore, infatti, la legge n. 97 del 6 agosto 2013, con la quale l'Italia recepisce finalmente una direttiva comunitaria finora ignorata, al punto che a Bruxelles si stava già aprendo una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese.
Chi ha un permesso di soggiorno di lunga durata, alla pari dei cittadini italiani, dei comunitari e dei titolari dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria, potrà quindi partecipare ai concorsi per entrare nelle scuole, negli ospedali o in altre strutture pubbliche: restano escluse soltanto quelle professioni che "implicano esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri, ovvero attengono alla tutela dell'interesse nazionale", quali per esempio il poliziotto, il militare o il magistrato.
Una piccola, grande rivoluzione culturale, peraltro già anticipata dalle numerose sentenze che avevano accolto, dal 2010 in avanti, le cause promosse anche dalla CISL e dall'ANOLF di Milano nei confronti di quelle Aziende della Pubblica Amministrazione che, a parità di condizioni, insistevano comunque nel discriminare i lavoratori stranieri unicamente sulla base della nazionalità, escludendoli a priori dall'assunzione o addirittura dai bandi per la stabilizzazione.
Esprimiamo quindi la nostra soddisfazione per questo ulteriore passo nel lento percorso di adeguamento della nostra normativa alla realtà del nostro Paese.

Maria Grazia Bove
Segreteria Cisl Milano
Maurizio Bove
Dipartimento Politiche Migratorie

 
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